1. Viola gli artt. 2 TUE, 3 § 2 Dir. 2000/31/CE sul commercio elettronico, 16 e 19 Dir. 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno, 56 TFUE, 1, 7, 11 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, lo Stato Membro che vieta a minori e non di accedere a contenuti che promuovono o presentano l’omosessualità, la transessualità e le differenze tra identità personale e sesso assegnato alla nascita.
2. Nel prevedere il divieto che i minori accedano a pubblicità che promuovono o presentano la deviazione dall’identità di genere corrispondente a quella assegnata alla nascita, il cambiamento di sesso o l’omosessualità, l’Ungheria ha violato l’articolo 9, paragrafo 1, lettera c), punto ii), della direttiva 2010/13/UE sui servizi di media audiovisivi, l’articolo 3, paragrafo 2, della direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico, gli articoli 16 e 19 della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno, l’articolo 56 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e gli articoli 1, 7, 11 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
3. (Fatto) Nell’imporre ai fornitori di servizi di media l’obbligo di classificare nella categoria V e limitare la diffusione tutti i programmi il cui elemento definitorio sia la promozione o la presentazione della deviazione dall’identità di genere corrispondente a quella assegnata alla nascita, del cambiamento di sesso o dell’omosessualità, nell’escludere tale tipo di programmi dalla classificazione come comunicazione di interesse pubblico o pubblicità a fini sociali, nell’imporre al Consiglio per i media (Médiatanács) l’obbligo di chiedere allo Stato che lo stesso adotti misure e azioni efficaci per porre fine alle violazioni riscontrate dal Consiglio per i media, nel prevedere il divieto che le professioni relative alla cultura sessuale, alla vita sessuale, all’orientamento sessuale e allo sviluppo sessuale possano mirare a promuovere la deviazione dall’identità di genere corrispondente a quella assegnata alla nascita, il cambiamento di sesso o l’omosessualità, l’Ungheria ha violato gli artt. 6 bis, § 1, della direttiva 2010/13/UE sui servizi di media audiovisivi, 16 e 19 della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno, 56 del TFUE e 1, 7, 11 e 21 CDFUE.