Pluralismo concorrenziale nel settore dei media. Principio della libertà di espressione e d'impresa nell'assegnazione di una procedura di gara. Interferenze e responsabilità dello Stato contro l'arbitrarietà dell'assegnazione.
Riferimenti normativi
Art. 10 CEDU
Massima
108. La Corte ritiene che nella presente causa l’obbligo negativo dello Stato di non ingerirsi sia legato alla questione di sapere se lo Stato abbia adempiuto al suo obbligo positivo di predisporre un idoneo quadro giuridico e amministrativo che garantisca il pluralismo dei media.
128. Alla luce delle suddette considerazioni la Corte conclude che il quadro legislativo e amministrativo relativo all’assegnazione delle frequenze digitali terrestri non era prevedibile e non offriva garanzie adeguate contro l’arbitrarietà come richiesto dallo Stato di diritto in una società democratica.
129. Conseguentemente l’ingerenza nella libertà di espressione della società ricorrente non soddisfaceva il requisito di legalità previsto dalla Convenzione perché non era conforme al pertinente diritto interno né il requisito della “qualità della legge” di cui all’articolo 10 della Convenzione.
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